Intestino

dal Corriere – Salute

INTESTINO     approfondimento

Tra i suoi 4 metri di lunghezza l’intestino nasconde un centro di comando che regola lo scambio di sostanze con l’esterno e non solo.

L’intestino ha tra le sue funzioni principali quella di digerire gli alimenti e di assorbire le sostanze ottenute con la digestione. Per svolgere queste funzioni è fondamentale che questo lungo serpentone non sia pigro. Deve essere in continuo movimento cioé deve avere delle contrazioni muscolari basali costanti che possono essere più o meno intense a seconda che si sia nel pieno della digestione o nella pausa interdigestiva. Le contrazioni servono a trasportare lungo tutta la lunghezza dell’organo il contenuto intestinale, detto anche chimo, e a facilitare la digestione prima e l’assorbimento delle sostanze poi nei distretti più appropriati del sistema gastointestinale. Per questo motivo la parete dell’intestino ha una muscolatura liscia molto sviluppata e organizzata in tre strati: uno di fibre longitudinali più interno, uno di fibre muscolari nel mezzo, uno di fibre longitudinali esterno. I muscoli lisci della parete intestinale sono dotati di recettori per un gran numero di neurotrasmettitori, di ormoni, di peptidi biologicamente attivi  la loro attività è regolata dall’azione del sistema nervoso autonomo, attraverso il X nervo, il vago, ma anche da un sistema nervoso enterico o intrinseco, detto anche “cervello enterico” che è esclusivo dell’intestino. Questo secondo cervello si trova nella parete dell’intestino ed è costituito da due plessi quello mienterico o di Auerbach e quello sotto mucoso o di Meissener. Il plesso di Auerbach è costituito da gangli e da fibre nervose che terminano sulle cellule della muscolatura liscia, della muscolatura longitudinale e circolare e influiscono sul tono e sul ritmo delle contrazioni. I gangli e le fibre del plesso di Meissener regolano principalmente la secrezione degli enzimi digestivi da parte delle cellule epiteliali. Il sistema nervoso enterico è in grado di far contrarre l’intestino indipendentemente dal sistema nervoso centrale: se si tagliano i nervi che collegano quest’organo al cervello, si isola un pezzo di intestino e lo si mette su un tavolo esso continua a contrarsi ritmicamente e a secernere gli enzimi digestivi. L’intestino, quindi, non ha bisogno del “cervello nella testa” per funzionare. Partendo dalla constatazione di questa particolarità dell’intestino e dall’osservazione che con i suoi cento milioni di fibre nervose questo organo è secondo solo al sistema nervoso centrale, di recente si è cominciato a parlare dell’intestino come del secondo cervello del nostro corpo. Il primo a parlare dell’esistenza di un “cervello nella pancia” è stato il neurobiologo Michael D. Gershon nel 1998 quando ha pubblicato il risultato di 30 anni di ricerche nel libro “Il secondo cervello”. In meno di un decennio si è affermata l’idea che l’intestino è un organo “intelligente” con capacità di associazione e coordinazione proprie e le ricerche condotte hanno caratterizzato sia morfologicamente che funzionalmente alcuni dei neuroni presenti nella parete intestinale. Ad oggi sono stati individuati almeno 14 tipi di neuroni diversi per forma e per funzione. Attraverso l’osservazione al microscopio confocale e la marcatura in vivo dei neuroni si è scoperto che i neuroni sensitivi (quelli cioé che percepiscono gli stimoli provenienti dalla periferia) sono diversi a seconda della distanza dalla bocca o dallo sfintere anale  del sistema nervoso enterico fanno anche parte neuroni inibitori ed eccitatori. In sostanza nell’intestino si possono costruire dei circuiti di interazione interni che, in seguito a stimoli ricevuti, valutano le risposte da dare: questa è una caratteristica che sino ad ora era riconosciuta solo al sistema nervoso centrale. Grazie a studi di elettrofisiologia combinati con esperimenti di biologia molecolare è stato possibile capire come e dove vengono espressi alcuni geni che codificano per particolari proteine, ormoni e in generale per sostanze definite “trasduttori di segnale”. Ad oggi è stato dimostrato che ci sono almeno 25 neurotrasmettitori diversi espressi dai neuroni intestinali e questo è un dato che conferma la complessità della rete di comunicazione che esiste tra le cellule dell’intestino. Tra questi neurotrasmettitori sono compresi l’acetilcolina, la serotonina, il GABA, il peptide intestinale vasoattivo, la sostanza P, l’encefalina, l’endorfina. Davvero, dunque, l’intestino, comunicando con il sistema nervoso centrale, integra tutti gli stimoli esterni ed interni ricevuti dal corpo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Medicina e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.