Teschio tempestato di diamanti

Vogliamo dire che hanno piccionato anche me? Forse si. Sono stato a vedere il famoso teschio esposto a Palazzo Vecchio a Firenze. Un’ opera artistica direi bislacca, però va riconosciuto che il nini si sa vendere. Con l’occasione, visto che il biglietto era comprensivo anche della vista del Museo di Palazzo Vecchio, ho allargato il giro ed ho visto l’interno del Palazzo, che non avevo mai visitato Prima. Ci sono cose belle e curiose. Ve le racconto in un altro articolo.

Damien Hirst, ex simbolo dei giovani artisti britannici, ha presentato  alla galleria White Cube nel centro di Londra, un’opera decisamente shock e assolutamente inedita nel suo genere. Mai nessuno prima d’ora si era cimentato in un’impresa simile.

La morte è il tema centrale delle sue opere. È noto soprattutto per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali-tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati ed immersi in formaldeide. Manifesto della sua poetica è The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living (ovvero, L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo), consistente in uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina. Quell’opera divenne il simbolo dell’arte britannica degli anni novanta. La vendita dell’opera nel 2004, ha reso Hirst l’artista vivente più caro dopo Jasper Johns.

Le sue opere sono contestate dagli animalisti  per il fatto che l’oggetto artistico di Hirst è Animale: uno o più Animali che prima erano vivi. La maggior parte delle sue opere hanno comportato la morte degli esseri viventi che diventano il centro della sua “creazione”. Ultimamente una delle sue opere è stata il decorare la bicicletta da corsa di Lance Armstrong per il Tour de France, incollando ali di farfalle che egli stesso ed i suoi collaboratori hanno staccato dai corpi degli insetti in questione. Ci sono molti altri temi controversi nel lavoro di Hirst, uno di questi è l’atto del fumare e l’opera-simbolo è “Party Time“. Egli considera l’azione del fumare come un microcosmo dentro di sé: “Il pacchetto di sigarette è vita possibile, la sigaretta è proprio la vita reale, l’accendino è Dio perché dà carburante per il tutto e il posacenere è un cimitero, è come la morte”. Damien è anche affascinato dal fatto che il fumo è un suicidio “teorico”, nel senso che la morte non è auto-inflitta deliberatamente, ma la gente sa che sarà uccisa e continua a partecipare. Hirst ha affermato che “il concetto di un lento suicidio attraverso il fumo è una idea veramente grande, una cosa potente da fare”. Un altro tema costante nei lavori di Damien è la medicina, da cui è stato ossessionato per molti anni. L’ispirazione per i suoi pezzi “farmacia”, è stato il desiderio di fare arte per la gente che crede davvero nella medicina.

Il teschio apparteneva ad un povero trentacinquenne europeo del diciottesimo secolo. Damien dopo averlo acquistato e debitamente ripulito l’ha letteralmente tempestato di diamanti. Pensate ce ne sono addirittura 8.601, compresa una grossa pietra rosa centrale, posta all’altezza della fronte, da oltre quattro milioni di sterline.

Il valore complessivo dell’opera è di cinquanta mila sterline, equivalenti a circa 75 milioni di euro. Se vi state chiedendo qual’è il suo significato, ecco cosa ha detto Hirst in proposito: “dimostra che non viviamo per sempre. Ma esprime anche un sentimento di vittoria sulla morte“.

Prima, la luce soffusa dello Studiolo, commissionato al Vasari, piccolo ‘scrigno’ finemente decorato dove Francesco I amava chiudersi per scrivere e fare i suoi esperimenti scientifici ed alchemici; dopo, protetta da una tenda e all’interno di una camera completamente oscurata, appare la luce fulminante del teschio di diamanti di Damien Hirst. E’ su questo gioco di opposti, su questa contrapposizione ombra-luce, arte rinascimentale-contemporaneità, che si basa l’evento, ovvero l’esposizione di “For the Love of God”, questo il nome del teschio di Hirst, icona di arte contemporanea mai visto in Italia. L’opera, realizzata nel 2007, ha un valore stimato di 100 milioni di euro. Finora è stata esposta solo a Londra tre anni fa, nella galleria White Cube di Hirst, e nel 2008 al Rijksmuseum di Amsterdam.

L’evento, promosso dal Comune (assessorato alla cultura e alla contemporaneità e dai Musei civici fiorentini), è stato ideato da Memoria srl, curato da Francesco Bonami e prodotto e organizzato da Arthemisia Group. For the Love of God è un calco di platino di un teschio umano in scala reale tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati. Sulla fronte è incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come “la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra. Il teschio, protetto da una teca trasparente, è stato posto nella Sala del Duca Cosimo e vi si accede attraverso lo Studiolo di Francesco I.

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