Noi che ………….

Il mio amico Riccardo mi ha inviato una mail carina. Sono considerazioni riprese dalla trasmissione della RAI, di Conti “I Migliori Anni” . Mai dimenticarsi le nostre origini, e se possibile ricordarle ai giovani di oggi, che si sentono sempre sacrificati e con le “braghe piene”

–        Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.

–        Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.

–        Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con
tutta la famiglia (si, anche con papà).

–        Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci
pensava il maestro a sistemarlo sul serio.

–        Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.

–        Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

–        Noi, che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti                     felici.

–        Noi, che avevamo le tute lucide acetate dell’Adidas che facevano fico, ma erano pure             le uniche.

–        Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le                    corna ed eravamo sempre sorridenti.

–        Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.

–        Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.

–        Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno “pulito” a   Marina di Pisa o a Calambrone.

–        Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti               amici lo stesso.

–        Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.

–        Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.

–        Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c’era Happy Days e Fonzie.

–        Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con                 le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.

–        Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini’.

–        Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

–        Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se                 anche andavi in strada non era così pericoloso.

–        Noi, che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della                       bella.

–        Noi, che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.

–        Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.

–        Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.

–        Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l’album Panini (celò, celò, celò,                   celò, celò, celò, mi manca!).

–        Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa, ma che a                    quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.

–        Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 £ire (= €                        0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.

–        Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della                           minerale ed un gelato costava 50 £ire (pari a € 0,025!).

–        Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro              con la Bic.

–        Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’Ipod) e                    adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.

–        Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi
tre o quattro e solo di Disney.

–        Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno                      poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.

–        Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l’unico obbligo di rientrare                 prima del tramonto.

–        Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo             inevitabilmente in fossi e cespugli.

–        Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era                    rosso più eri fico.

–        Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.

–        Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un               tedesco-un italiano.

–        Noi, che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

–        Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.

–        Noi, che il 1° Novembre era ‘Ognissanti’, mica Halloween.

–        Noi, che l’unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di                     zucchero sopra la glassa.

–        Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.

–        Noi, che si suonava la pianola Bontempi.

–        Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost , la Williams Mansell , la               Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!

–        Noi, che la penitenza era ‘dire-fare-baciare-lettera-testamento’.

–        Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

–        Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.

–        Noi, che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo                       piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in gola.

–        Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando              ce le ricordiamo.

–        Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e  non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.

–        Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. E ci sposammo presto.

Questa è la nostra storia. La storia di chi è nato negli anni cinquanta. Noi che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora. Siamo cresciuti bene.

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