Vespa giro 3

Larderello – Museo della Geotermia

Prima del racconto della gita, di Marcello, vorrei raccontare, partendo dalla fine, cosa mi è accaduto, venendo via dal paradiso del fiume Cecina. Arrivati al ponte ci siamo fermati e mi sono accorto di aver perso il porta documenti, con patente e carte di credito. Dopo qualche litania, siamo ripartiti verso casa. Arrivati a Castagno ci siamo fermati a farci un gelato. Mentre facevo mente locale su dove avevo potuto perderli, squilla il cellulare, stringendo i dettagli del racconto, ho avuto la conferma che i miei documenti erano in Buone Mani. Le mani dell’agente Ceccarelli Stefano della Polizia Provinciale, sede di Pomarance. Onore al merito, e al senso del dovere per essersi preoccupato di trovarmi tramite, un biglietto da visita, di un mio amico,  ritrovato tra i documenti, aver cercato in internet ecc.  Con una triangolazione di telefonate in pochi minuti è riuscito a rintracciarmi e rassicurami che i documenti erano a mia disposizione nei loro uffici. Mai vinto un euro, mai, a nessuna lotteria di questo mondo, ma questa volta devo dire di aver avuto una botta di culo assurda. GRAZIE ANCORA.  E ora passiamo alla gita.

Testo di Marcello Sabatini

Tra le tante passioni in comune, io e l’amico Roberto abbiamo anche quella per la vespa, mitico mezzo a due ruote oggi considerato “STORICO”.

Spesso o perlomeno quando il tempo lo permette ci ritroviamo con il nostro mezzo per una uscita giornaliera generalmente a carattere culturale-paesaggistico.

Sei luglio, visita al museo della geotermia di Larderello.

Il percorso di andata, con ritrovo e partenza da Ponte a Elsa si snoda passando  da Castelfiorentino, Gambassi Terme, Volterra, Pomarance, Saline, Larderello, Castelnuovo val di Cecina e Sasso Pisano.

La visita al museo, interessante, è resa facilmente comprensibile attraverso plastici, antichi strumenti di perforazione e immagini, una serie di tabelloni illustrano con foto e schemi la genesi della geotermia, i metodi di ricerca, la perforazione e i vari sistemi di sfruttamento di questa forma di energia, due plastici di Larderello, uno del 1860 e l’altro degli anni ’90 mostrano le trasformazioni avvenute in centocinquant’anni di sviluppo dell’industria.

Un’occhiata all’orologio ci riporta alla realtà, sono le dodici e trenta, ci aggiorniamo sul da farsi e prendiamo la saggia decisione di proseguire il nostro viaggio sostituendo il pranzo al ristorante con uno sfilatino.

Il viaggio prosegue, le fumarole  della  Valle del Diavolo a Sasso Pisano ci aspettano.

Una breve passeggiata tra vapori e forti odori di uova marce, sono le quattordici, senza l’ora legale le tredici, sole pieno e temperatura sopra trenta gradi, sul posto la temperatura percepita supera sicuramente i quaranta, commentiamo che forse non siamo tanto normali a essere lì a quell’ora, sicuramente l’effetto fumarola sarà molto più bello con temperature esterne più basse  ma ormai è andata.

Tutto intorno molte specie di piante hanno trovato in questo ambiente il loro habitat, e la zona è considerata se ben ricordo sito di interesse comunitario.

La strada di ritorno ripercorre la SR439 fino dopo Pomarance e superata la località Prugnano si imbocca sulla destra subito prima del ponte lungo sulla Cecina una strada.

Dopo circa sei chilometri, una sterrata a sinistra ci porta in breve sul fiume Cecina e da qui in mezz’ora di cammino al Masso delle Fanciulle. Lungo il corso del fiume Cecina, all’interno della riserva naturale di Berignone, si trova il masso. E’ un luogo magico, una leggenda spiega perché  si chiama così.

“Tre fanciulle, per sfuggire alle angherie del signorotto del posto si buttarono in acqua e annegarono.”

Il percoso ci porta sul fiume, in prossimità di acque cristalline dove è possibile fare un bel bagno.

Per completare il giro facendo un anello si transita dal Castagno, Montaione, Alberi e San Miniato per salutarci nuovamente a Ponte a Elsa da dove eravamo partiti la mattina.

A conti fatti i km. sono 240, 14€ il costo del carburante, e una resa di circa 26 km/litro.

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