La via Vandelli da Resceto al passo Tambura. Discesa fatta in MTB

Una irresistibile voglia di Via Vandelli è venuta a Aleandro, che mi ha subito coinvolto nella avventura. Io avevo un tragico ricordo dell’ultima volta che ero salito al rifugio Conti. Causa uno stiramento al ginocchio, mi feci tutta la discesa, camminando a marcia indietro. Impiegai oltre 4 ore a scendere. Un trauma che non mi aveva più permesso di riprovare. Oggi, con l’aiuto dei bastoncini da trekking, siamo arrivati bene al rifugio, tanto che abbiamo deciso di arrivare anche al passo Tambura. Con le varie soste foto, ed altro ci abbiamo impiegato sulle 4 ore. Il percorso è faticoso, ma regala dei panorami unici. Nel Canale dei Vernacchi abbiamo incontrato un anziano pastore di Resceto con i suoi 3 cani, ex lizzatore, che ci ha raccontato le fatiche della vita montana. Un vero e proprio “pozzo” di storia locale (ve ne racconta 70 anni) che ci ha fatto immergere ancora di più nell’atmosfera unica che queste montagne sanno regalare.

 

Abbiamo incontrato, scendendo dei temerari. Hanno spinto le loro mtb sul sentiero n°35 del CAI, lato Garfagnana, fino sul passo della Tambura. Poi da qui, sono scesi al rifugio Conti, e poi sempre giù per la Vandelli fino a Resceto. Roba da matti. Specialmente fino al rifugio c’è soltanto un accenno di viottolo pieno di salti e massi sparsi. Difficile camminarci, figuriamoci passarci con la bici.

 

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