Alluvione a Borghetto Vara. Cinque terre

A Borghetto Vara siamo arrivati molto presto la mattina, con un convoglio guidato dalla polizia stradale, che ci ha preso in consegna all’uscita di S. Stefano e guidati fino a Borghetto. Eravamo insieme a diverse colonne di mezzi della protezione civile provenienti da tutta Italia. Trovato un posto dove posteggiare l’auto, ci siamo addentrati nel paese passando dalla piazza, angolo farmacia. Mi ha preso un groppo alla gola. Vedendo dai segni sulle case, dove era arrivata l’acqua, immaginandomi la proiezione sull’abitato, ho pensato che da qui è passato il Po, tanto poteva essere larga la zona interessata. Valgono le stesse considerazioni espresse per Monterosso. Un DISASTRO. Un aspetto che mi ha colpito parlando con le persone incontrate di prima mattina è l’estrema compostezza con la quale hanno accettato la disgrazia. Niente urli, imprecazioni, ma una composta richiesta di aiuti. A rifarsi da scope e pale per cominciare a ripulire dove era possibile. Chiedendo sulle possibile cause dell’alluvione, le risposte del 95% degli intervistati è stata questa: INCURIA. Incuria nel dragare l’alveo del fiume, che dagli originari 4 metri di profondità dei muri eretti ad argine, oggi consentivano con un saltello di entrarvi dentro. Per cui l’acqua non ha avuto spazio per se. Incuria dei boschi del bacino idrico, dove da anni i pini, per la nota malattia sono tutti secchi, moltissimi già caduti, e sono venuti giù con la piena. DIVIETI. Borghetto e gli altri paesi vicini fanno parte del parco naturale regionale di  Montemarcello – Magra. Le critiche si sono rivolte a tutti gli organismi che presiedono al controllo del Fiume Magra e dei suoi affluenti. Parco, Provincia, Regione, nonchè ambientalisti, verdi e quant’altro. Gli abitanti hanno raccontato che ci sono state denunce per chi si è azzardato ad  abbassare il letto del fiume, a chi si è permesso di andare a fare legna secca nei greti dei fiumi, figuriamoci a tagliare piante cresciute a dismisure nell’alveo. Nessuno può estrarre un sasso dal fiume, come si faceva una volta, tenendo controllato e basso l’alveo, e creando posti di lavoro dall’estrazione di sabbia e sassi. Adesso spendendo molto di più si deve servirsi di alcune cave. Alcuni anziani, dei veri pozzi di saggezza e storia vissuta sul fiume e con il fiume traboccano di amarezza nel raccontare che oggi le nuove generazioni di normali cittadini e soprattutto politici ai vari livelli, hanno solo l’interesse per lo stipendio e la poltrona, e mancano delle minime conoscenze pratiche della gestione del territorio, e della lungimiranza per il bene comune. A Borghetto per l’idea che mi sono fatta, prima di vedere le foto speditemi da Margherita Ferrari, la causa della tragedia è stata la costruzione di una piazza sul letto del fiume. La gran quantità di legname sceso a valle ha ostruito il “pontepiazza” completamente come si vede dalle foto, e l’acqua ha preso altre vie per scorrere, particolarmente la via centrale dove si trova anche il municipio. 

 

Dopo aver visto le prime due foto, tutto quello scritto sopra, ha un valore relativo. Penso che non c’era proprio niente da fare. Semplice punizione divina, e in quanto tale, rassegnarsi

guarda SLIDESHOW –  Borghetto Vara: — CLICCA QUI

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Alluvione e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.