Cinghialai squadra di Palazzetto. Battuta di Caccia al cinghiale.

Invitato da Franco e Remo, ho finalmente partecipato come cine-reporter ad una battuta di caccia al cinghiale. Fin da piccolo ne avevo sentito parlare da mio nonnno ma in 50 anni non mi era ancora mai capitato. Il clima è quello classico dei cacciatori. Appena ci si trova, c’è da fare il resoconto delle ultime cacciate, delle padelle, di cosa hanno fatto i cani, ecc. Appena i preliminari sono finiti, i canai e il capocaccia danno le linee guida su dove e come fare la battuta. Comincia il trasferimento in macchina sul luogo. Le ultime fasi sono il controllo delle armi, delle munizioni, prendere i seggiolini, prendere i viveri, l’indossare il giacchetto arancio per essere visibile dai compagni, e il dislocamento alla poste. La fortuna ha voluto che le poste siano state messe in un bel campo di grano appena nato, così la visuale era bellissima. Il bosco cominciava dal fondo del campo ed era tutto difronte a noi. Ottimo anche per sentire tutto l’audio di una cacciata. Gli urli dei canai, tutte le canizze, Scenario fantastico. Quando i canai sciolgono i cani, non passa molto tempo dalle prime canizze. L’emozione è veramente forte. Da un momento all’altro ti può sbucare un cinghiale in qualsiasi punto. Ma anche caprioli, volpi, lepri e fagiani. Quando senti i cani molto vicini le pulsazioni inevitabilmente aumentano. Perlomeno a me ha fatto questo effetto. Dopodichè, se si ha fortuna, vengono abbattuti i cinghiali. Mi sono fatto l’idea che vengono per lo più ammazzati da chi viene messo alle poste buone. Credo che anche qui ci siano le raccomandazioni. Per contro, bisogna riconoscere che l’età media dei partecipanti alla cacciata è notevole, e varie sono le carenze, udito, vista, deambulazione, così tocca ai giovani la parte dei matador. Bella esperienza.

 

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