La scala segreta del duca Gualtieri

Nel palazzo esiste una scala segreta, tanto segreta che si racconta la storia dettagliata, tratta dal sito del museo, qui sotto:

La scala segreta del duca Gualtieri

Affresco staccato dal Carcere delle Stinche attribuito a Andrea di Cione di Arcangelo detto l’Orcagna, Il Duca d’Atene che fugge cacciato da Sant’Anna e dagli armati fiorentini, 1343 (?), Firenze, Palazzo Vecchio.

DAL PALAZZO DEI PRIORI AL PALAZZO-FORTEZZA

Ricostruzione dell’alzato del palazzo e, in pianta, l’attuale ingombro del palazzo, Studio Inklink, Firenze.

La storia di Palazzo Vecchio prende avvio nel 1299, quando i Priori delle Arti decidono di costruire un edificio nel quale ospitare i rappresentanti del governo della Repubblica fiorentina: il Gonfaloniere di Giustizia e i Priori stessi. Così viene eretto in soli 14 anni, quella sorta di dado di pietra, tradizionalmente attribuito ad Arnolfo di Cambio, che ancora oggi si affaccia sulla Piazza della Signoria.

Come si può osservare dal disegno, che ricostruisce l’alzato del nucleo originario del palazzo e in pianta mostra l’ingombro attuale di Palazzo Vecchio, in questo spazio incrociavano quattro vie:

Via di Bellanda (1-3) e del Guardingo (2-4), del cui tracciato recano visibili segni le quattro porte attuali di accesso a Palazzo Vecchio: quella di via dei Leoni (4) a est; quella di via della Ninna (3) a sud; quella di via de’ Gondi (1); quella di Piazza della Signoria la quale, attraversando il cortile di Michelozzo, sbuca sul punto (2).

Ricostruzione del  Palazzo Vecchio, dove è visibile il salone dei Cinquecento (C), realizzato sotto Savonarola dall’architetto Simone del Pollaiolo a partire del 1496, e le muraglie che lo collegavano al primo dado arnolfiano (A-B). Queste ultime furono elevate sulla base del primo ampliamento attuato da Andrea Pisano per Gualtieri VI, Studio Inklink, Firenze

L’aspetto di fortezza medievale di questo primo edificio, caratterizzato dal massiccio bugnato di rivestimento, dal camminamento merlato e dalla possente torre, si accentua con la signoria del Duca di Atene, il francese Gualtieri di Brienne. Infatti, nel 1342 questi vi si insediò a seguito di quello che oggi potrebbe essere definito un colpo di stato che aveva esautorato il governo dei Priori. Come narra il celebre cronista fiorentino del Trecento Giovanni Villani, e come appare con evidenza dalla raffigurazione del palazzo nell’affresco attribuito all’Orcagna, l’edificio venne munito di antiporte (1) e di “gagliarde ferrate”, ovvero massicce inferriate alle finestre. Ma soprattutto, Gualtieri – al fine di completare la trasformazione dell’edificio in fortezza – fece costruire una espansione del muro perimetrale del palazzo che doveva inglobare la contigua casa del Capitano del Popolo. La durata della signoria di Gualtieri di Brienne – di soli 10 mesi – non fu sufficiente al completamento di questo progetto architettonico.

Tuttavia, ancora oggi nella facciata del palazzo che prospetta su via della Ninna è riconoscibile la porzione di muraglia a grandi blocchi di pietra edificata per volere del duca di Atene, per la cui costruzione fece utilizzare le “pietre conce” (squadrate) e i “legnami” destinati alla ricostruzione del Ponte Vecchio distrutto il 4 novembre del 1333 da un’alluvione disastrosa.

Ed è in questa muraglia che si apre una piccola porta ferrata dalla quale si accede alla Scala segreta del Duca, costruita nello spessore del nuovo muro.

Ricostruzione della facciata del palazzo su via della Ninna, dove è visibile, accollato al dado arnolfiano (1), un pezzettino di muraglia (2) aggiunta da Gualtieri di Brienne forata da una piccola porta e dal grande portale che dava su San Piero Scheraggio. Questo pezzettino di muraglia legava il Palazzo Vecchio al palazzo del Capitano del Popolo (3). Studio Inklink, Firenze

LA SCALA SEGRETA

Ricostruzione della muraglia di Gualtieri con, nel suo interno, la scala segreta detta delle chiocciole. Studio Inklink, Firenze – Nell’illustrazione è raffigurato l’attuale percorso della Scala che Gualtieri volle realizzare soprattutto come accesso e via di fuga segrete al palazzo-fortezza. Dalla piccola porta – che si apre nella nuova muraglia – la scala sale, attualmente, fino all’ammezzato fra il primo e il secondo piano,  il cosidetto Mezzanino. A raccordare le rampe dal piano terra fino al Mezzanino furono realizzate tre ripide chiocciole che si avvitano a elica attorno a una colonna di sostegno, cosicché la scala venne denominata anche scala delle chiocciole.

Oggi, la Scala segreta è visitabile all’interno dell’attività Percorsi segreti, ma il suo percorso si arresta al primo piano del palazzo all’altezza di quelli che furono gli appartamenti di Cosimo I, oggi perduti con la sola eccezione della stanza che costituisce l’anticamera dello Studiolo di Francesco I.

Lungo il percorso della scala attualmente si trovano delle finestre che sono state aperte nel muro in epoca successiva alla sua costruzione. Oltre alle finestre permane anche una feritoia che si affaccia sulla via, mentre sul lato interno si possono osservare minuscole finestrelle – oggi murate – che prendevano luce dal cortile.

Così Giovanni Villani descrive Gualtieri di Brienne VI nella sua Cronaca: era “Signore di piccola fermezza … cupido e avaro e malgrazioso, piccoletto di persona, e brutto e barbucino, … sagace e malizioso molto”.

Questo “malgrazioso” signore era figlio di Gualtieri di Brienne V, signore di Brienne-le-Chateau – città della Francia nel dipartimento dell’Aube – nonché duca di Atene, e di Giovanna di Chatillon. Ancora bambino, dovette fuggire con la madre dalla città di Atene a seguito della decapitazione di suo padre avvenuta nel 1311 per una sollevazione della nobiltà greca. La madre e il figlio si recarono in Italia, protetti dalla famiglia d’Angiò.

Nel 1341 fu assoldato dai Fiorentini per combattere contro i Pisani che assediavano Lucca; nel giugno del 1342 venne eletto per un anno “capitano e conservadore del popolo” e, ad agosto, Capitano della Guerra. Una particolare clausola gli dava espresso diritto di “fare giustizia personale in città e fuori della città”. E’ in questo modo che si afferma nel settembre del 1342 la Signoria di Gualtieri che il 6 di agosto 1343  è già  conclusa, con la sua  cacciata dalla città e il massacro dei suoi sostenitori.

La sala delle Carte Geografiche, documenta quanto interesse ci fosse già nel 1300/400 di conoscere il mondo. Ciò significava affari e potere. All’epoca possiamo pensare che fosse il tom tom di oggi.


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